Iron Man 3, recensione del film: ecco perché non mi è piaciuto (contiene spoiler)

Iron Man 3 è finalmente arrivato nelle sale italiane dopo una lunga attesa. Noi di Comicsblog abbiamo visto il film (ben 2 volte) ed ecco la nostra recensione che vi spiega perché non ci ha convinto. Contiene spoiler.

Una delle locandine di Iron Man 3
Iron Man 3 è arrivato finalmente nelle sale cinematografiche di tutta Italia, il 24 aprile per la precisione, ben in anticipo sull'uscita mondiale prevista per il 3 maggio 2013. Da appassionata di fumetti qual sono, dopo aver visto e amato Iron Man e Iron Man 2 con la regia di Jon Favreau, attendevo l'uscita di Iron Man 3 con molta impazienza, gustandomi ogni minuto di trailer o di backstage che veniva pubblicato.

Le premesse c'erano tutte per rimanere senza fiato: Tony Stark / Iron Man, finalmente incontra il Mandarino, uno dei "cattivi" più temibili, uno di quelli che gli ha dato più filo da torcere. E da quello che si leggeva in giro, in Iron Man 3 avevano innestato anche il filone del tecno-virus Extremis. Insomma, come fare a sbagliare un colpo con queste due trame a disposizione?

Beh, signori miei: se amate il fumetto di Iron Man, se avete letto ogni storia e conoscete a memoria ogni dettaglio di ogni singolo villian, uscirete dalla sala cinematografica esattamente come me. Bocca aperta, occhi sgranati, non crederete ai vostri occhi e ripeterete "no, quello che ho visto non può essere Iron Man 3. E' un altro film. Ridatemi il vero Iron Man 3". Il film è bello, sia chiaro, ma lo apprezzi di più se non hai letto i fumetti, purtroppo.

Nella recensione che segue farò degli spoiler, indicati dal titoletto nel paragrafo SPOILER ALERT: se avete intenzione di andare a vedere il film, saltateli. Per una critica che tratti più a fondo gli aspetti cinematografici vi rimando alla recensione di Iron Man 3 in anteprima dei nostri colleghi di Cineblog.it.

Ho visto il film due volte. La prima volta in anteprima lunedì 22 aprile, ma data la reazione che ho avuto e vi ho raccontato poco fa, ho deciso di riguardarlo ancora il primo giorno di uscita, il 24 aprile, per cercare di vederlo con altri occhi, senza un carico di aspettative superiore rispetto al normale e per cercare di intravedere nei singoli dettagli qualcosa che mi era sfuggita alla prima visione, forse turbata dalla grandissima attesa che avevo riposto. Ecco come è andata.

Cambio di regia: un Iron Man diverso

Recensione di Iron Man 3

Iron Man 3 ha avuto un cambio di regia rispetto ai due film precedenti. Dietro la macchina da presa adesso troviamo infatti Shane Black, il quale si è occupato anche della sceneggiatura in collaborazione con Drew Pearce, mentre Jon Favreau è passato davanti alla cinepresa interpretando il ruolo di Happy Hogan, il capo della sicurezza delle Stark Industries. Ma torniamo a Shane Black, già sceneggiatore di Arma letale, Arma letale 2 e Arma letale 4, che trasforma il terzo film della saga in un buddy action movie. Quello che emerge, tra sparatorie, esplosioni e battute, è in particolar modo il rapporto tra Tony Stark e Jim Rhodes, farcito da molti momenti comici. E questo è stato uno dei punti che mi ha interdetto di più. Troppe volte ho riso. In momenti epici, quando la tensione era a mille, il tutto veniva rotto da una battuta, una boutade, una caduta, qualcosa che ti smorzava il pathos e ti faceva ridere. Il tuo destino dipende da quell'azione, e quello che susciti è far ridere.
In The Avengers, Capitan America chiede a Tony Stark chi sia senza l'armatura e si sente rispondere: "un genio miliardario playboy filantropo", con quello sprezzo e sicurezza di sé che qui mancano del tutto, proprio nel film nel quale si indaga effettivamente su cosa sia Tony Stark senza le sue armature.

Trama del film

Recensione di Iron Man 3

Dopo gli eventi di New York narrati in The Avengers, Tony Stark non è più lo stesso: alieni e divinità per lui sono diventati un incubo e si rende conto di essere niente altro che "un uomo di latta" chiamato a proteggere "l'unica cosa senza la quale non vivrei", Pepper. Questo tormento gli toglie il sonno, scatena attacchi di panico e porta in scena la parte più umana di Iron Man, la fragilità di Tony Stark. Mentre cerca di affrontare questo, qualcuno torna dal passato a chiedere vendetta per quel che Tony Stark non è più. Un passato che inizia nel 1999 a Berna sulle note di Blue (Da Ba Dee) degli Eiffel 65, e dove conosciamo la biologa Maya Hansen e il dottor Aldrich Killian.
Oggi però Tony Stark non riesce più a dormire e impiega il tempo lavorando alla sua nuova armatura, la Mark 42, che riesce a manovrare con il pensiero. Quando finalmente fa una pausa dopo 72 ore di veglia e accende la tv, scopre che un terrorista sta attaccando le basi americane in Medio Oriente e minaccia l'America: il Mandarino. Il suo passato si fonderà con il suo presente, fino ad una soluzione finale che porterà Tony a scongiurare i suoi demoni.

Perché Iron Man 3 non mi è piaciuto - SPOILER ALERT!

Come già detto prima, ci ho provato per ben due volte, ma proprio non sono riuscita a farmi piacere il film per vari motivi.

1. Si ride. Troppo.
Iron Man 1 e Iron Man 2 sono stati epici, e così anche The Avengers. L'azione e il pathos coinvolgevano lo spettatore tenendoli inchiodati alla sedia e facendo pensare ogni due minuti "e adesso come diamine farà?". L'ironia era ben infusa e dosata nei dialoghi e non spezzava mai il pathos, quanto piuttosto arrivava come ciliegina sulla torta (chi di voi non ha amato Hulk che strapazza Loki o che tira un cazzotto a Thor?).
Qui no. Qui sei nel momento dello scontro epico e ridi.
SPOILER ALERT!
Scopri chi è il Mandarino e ridi. Tony combatte con Killian, chiama la Mark 42, arriva, e ridi.

2. Nessuna spiegazione del perché e cose che accadono a caso.
Quello che più ho amato in Iron Man 1 e 2 è stata la cura nel seguire la logica di Tony nella creazione delle cose. A partire dalla armatura fino alla creazione della nuova molecola che alimenti il reattore arc e che userà nell'armatura Mark VI. Questa componente, più propriamente nerd se volete, in Iron Man 3 manca.
SPOILER ALERT!
Pepper rimane contaminata da Extremis e il film finisce con Tony che dice di averla rimessa a posto dopo averci smanettato un po'.
Tony subisce l'operazione di rimozione delle schegge dal cuore perché alla fine del film decide di farlo, così, già che c'era.
E l'unico momento di analisi di Tony è quando ricostruisce la scena dell'esplosione nella quale rimane ferito Happy e rintraccia quello che lui voleva indicargli, la medaglietta con il nome inciso. STOP.

3. La pillola finale.
In tutti i film di Marvel, la regola è: mai alzarsi dalla sedia dopo i titoli di coda. E così è stato. Ma mentre in tutte le altre uscite, ciò che veniva mostrato era una piccola anticipazione di ciò che sarebbe accaduto nei prossimi film, in Iron Man 3 troviamo una pillola che è fine a se stessa. Nessun link di collegamento, nessun occhiolino per avvisare in fan che ne vedranno delle belle in Thor: The Dark World o in Captain America: The Winter Soldier. Niente. Una scena che non aggiunge niente. Se non delle risate. Le ennesime.

4. Quello non è il Mandarino e quello non è Extremis.
Ok, posso ben intuire che tutta l'operazione di creazione di aspettative verso il Mandarino fatta con i trailer fosse funzionale ad un momento ben preciso del film, ma l'effetto in chi sa chi è DAVVERO il Mandarino è di uscire il più rapidamente dalla sala nel momento in cui vede un personaggio così importante, ridotto in quel modo. Sprecare così un attore come Ben Kingsley. Così come pure per il potente tecnovirus Extremis, che non assomiglia per niente a ciò che è nel fumetto, molto più intrigante e spettacolare di un esperimento che fa esplodere le persone.
Questo punto però ve le spiego nei due paragrafi seguenti.

Chi è Il Mandarino - SPOILER ALERT!

Recensione di Iron Man 3

Spieghiamo bene chi è nel fumetto: il Mandarino è la vera nemesi di Iron Man. E' lui che fa rapire Ho Yinsen e Tony Stark, il quale per fuggire crea la prima armatura di Iron Man (come abbiamo visto nel primo film). Il Mandarino vuole conquistare il mondo e per farlo deve sconfiggere Tony, provandoci innumerevoli volte, ma è così potente che sarà molto difficile anche per lo stesso Iron Man riuscirci. E' un grande scienziato e usa non solo la tecnologia terrestre, ma dopo aver trovato l'astronave di Axonn-Karr proveniente dal pianeta Maklu-4, ha approfondito la scienza Makluana e ha modificato i 10 anelli che facevano da motore all'astronave in un potente strumento di distruzione che comanda a proprio piacere.
Questo è il vero Mandarino.

Chi è Aldrich Killian e cosa è Extremis - SPOILER ALERT!

Recensione di Iron Man 3

Anche qui. Nel fumetto Aldrich Killian non è questo villian così estremo, ma addirittura muore suicida. E' vero, sviluppa con Maya Hansen quello il tecno-virus Extremis e poi cerca di venderlo ai terroristi, ma roso dai rimorsi, scrive una lettera d'addio e si suicida. Il vero villian di questa storia è Maya Hansen, che cerca di coinvolgere Tony Stark per testare Extremis su di lui, riuscendoci. E' proprio perché in Tony viene inittato questo virus che il nostro eroe riuscirà a rimanere in contatto telepatico con le sue armature e, soprattutto, che riesce a guarire dalle schegge che ha nel petto. Non è Pepper quella che viene infettata, e soprattutto Extremis non fa esplodere le persone, ma ne cambia la struttura del DNA facendole diventare dei super-uomini capaci di correre a 300 km/h.

Giudizio finale

Recensione di Iron Man 3

Iron Man 3 sembra chiudere la trilogia di Iron Man con un film molto diverso dal precedente, dove Tony Stark non ha la stessa tempra di prima, dove l'armatura non è più protagonista ma diventa un semplice mezzo, come una motocicletta da parcheggiare. La componente ironica dei primi due film lascia spazio a una componente comica che dissacra il film, spezzando i momenti dove è l'azione a dover fare da padrona. L'attinenza al fumetto viene lasciata da parte, facendo così sorgere molti dubbi agli appassionati lettori (che magari non saranno poi così tanti, ma di sicuro sono i più innamorati).

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