Lucca Comics 2010: The Italian Job - lo studio di Burchielli, Camuncoli, Caselli e Mattina


Tra i vari stand presenti a Lucca Comics 2010 ce n'era uno molto particolare che ha attirato la nostra attenzione. Riccardo Burchielli (DMZ, John Doe), Giuseppe Camuncoli (Hellblazer, Wolverine), Stefano Caselli (Amazing Spider-Man) e Francesco Mattina (War Machine, Punisher), degni rappresentanti del Marvel & DC made in Italy, che disegnavano per il pubblico presente. L'occasione era la presentazione ufficiale dello studio The Italian Job, coordinato da Diego Malara, giornalista (xL) e autore televisivo. Ho scambiato 4 chiacchiere con lui e con i fantastici quattro.

Diego, parlaci un po' dello studio.
Diego Malara: Quante ore ho a disposizione? Scherzi a parte, è un'avventura elettrizzante. L'idea è nata almeno un paio di anni fa, durante una folle New York Comic Con in cui ci siamo incontrati tra estenuanti signing sessions (per loro) e assurdi panel (per me). Poi nel corso dei ventiquattro mesi successivi i nostri percorsi professionali si sono incrociati sempre più spesso. Si è cominciato a capire che c'era un'affinità, un comune approccio “rock” e l'interesse di fare cose folli anche fuori del mondo del fumetto. Poi la scorsa estate si è presentata l'occasione che ci ha messo insieme e io sono stato onorato di entrare a far parte di questo super-team in veste di coordinatore, pusher di videogames, responsabile della sveglia mattutina (sorride NdMe).
L'idea di fondo è tutto sommato semplice: ci sono quattro tra i creativi di maggior talento del mondo dei comics che vogliono lavorare insieme. Perché non metterli alla prova in ambiti che esulino dal loro opus quotidiano? In due parole è questa la missione di Italian Job Studio: creare eroi e mondi per cinema, videogames, serie TV e fumetti (ovviamente) o supportare e rilanciare prodotti già esistenti sul mercato.

Potremmo definirlo una Wildstorm italiana?
DM: Hmm, considerato l'attuale stato di salute della Wildstorm (RIP), preferirei di no, ma se proprio dobbiamo trovare un punto di contatto, allora direi che anche noi, come il grande Jim Lee nei primi anni '90, siamo animati dalla voglia di dare uno scossone all'industria dell'entertainment e siamo pronti a gettarci a capofitto nel lavoro creativo 24 ore su 24. Anzi, lo stiamo già facendo.

I primi prodotti che presenterete?
DM: Si comincia con una fantastica collaborazione con la filiale italiana di THQ, il colosso dei videogames che pubblica tra gli altri i giochi su licenza UFC e WWE Smackdown vs Raw, oltre all'eccellente Darksiders e alla serie Red Faction. In questo caso saremo protagonisti del lancio italiano di un prodotto rivoluzionario per Nintendo Wii che si chiama uDraw: si tratta di un dispositivo per disegnare e giocare con la TV. Una specie di tavoletta grafica per intenderci. La stiamo testando dal vivo in anteprima qui e lo faremo nuovamente nel corso di prossime fiere ed eventi legati al mondo del fumetto e non solo. È incredibile cosa siano riusciti a creare i ragazzi con uno strumento così semplice e intuitivo.

E i prossimi?
DM: Una delle cose meno simpatiche dell'industria dell'entertainment è che tutto è coperto da riserbo e segreto. A differenza di quelli di Stato, in genere questi segreti vengono mantenuti e anche noi non possiamo sottrarci alla regola. Posso dirvi solo che siamo al lavoro sul character design di un grosso videogame che uscirà nel 2012, che abbiamo in ballo almeno due progetti a fumetti che ci riguardano a vario titolo, che nei prossimi mesi avremo la possibilità di presentare il nostro concept per una serie TV MOLTO interessante e che a Hollywood qualcuno ci ama. E che questo sia sufficiente a chi mi chiede come mai dormo così poco.

I disegnatori lavorano singolarmente o in team?
DM: Il bello di lavorare con quattro artisti affiatati come Matt, Cammo, Riccardo e Stefano è che sono sempre aperti a qualsiasi suggerimento. Durante le nostre infinite “riunioni” via Skype lanciamo idee (e ne spariamo anche di grosse) e nel frattempo c'è sempre qualcuno che si mette a sketchare in tempo reale. Alla fine ci si scambiano i file e succede che magari uno metta del suo sulla creazione dell'altro, oppure che un bozzetto impostato da X venga definito da Y e poi colorato da Z. Ma molto spesso si lavora autonomamente e ci si confronta in differita, ad esempio via email.

Con 4 disegnatori a disposizione, farete fumetti?
DM: Temo di aver anticipato già questa risposta. Che in sintesi è: “Yeah, baby”. Ci saranno cose che vi aspettate e cose che voi umani bla bla bla.

Com'è gestirli?
DM: Sto facendo la fortuna del mio psicoterapeuta.

Un pregio e un difetto di ognuno.
DM: Più che di pregi, parlerei di super-poteri. Cammo è bravissimo nelle pubbliche relazioni, la generosità di Stefano ha connotati epici, Matt è determinato come una spada e Riccardo riesce a farci stramazzare dalle risate con una sola parola. Sempre. Sui difetti, la posizione delicata in cui mi trovo mi impone di rispondere “No Comment” (ho sempre sperato di poterlo dire). This is Italian Job Studios: Rock'n'roll, ladies and gents!

E dopo Diego ho fatto delle domande a raffica agli artisti.

Che ne pensi di questa esperienza?
Francesco Mattina: È un progetto in cui tutti noi crediamo molto. Un modo nuovo di lavorare per chi, come me, è abituato al buio del suo studio. La cosa che conta è che ci divertiamo,ci divertiamo davvero. Abbiamo ritrovato l'aspetto ludico di questo "mestiere": mai stato così entusiasta di essere sovraccaricato di lavoro. Ogni giorno i ragazzi mi stupiscono con il loro talento.
Giuseppe Camuncoli: Che sarà entusiasmante, ma soprattutto divertente. Anzi già vi posso confermare che è così, dato che qui a Lucca stiamo avendo il battesimo del fuoco ma in realtà stiamo già lavorando in team da alcuni mesi per vari progetti molto figosi. Ed è solo l'inizio.
Riccardo Burchielli: È un misto tra entusiasmo ed eccitazione. L'entusiasmo di lavorare con degli artisti di talento che sono anche amici, insieme a cui, grazie al confronto, ho la preziosa possibilità di migliorare a livello personale rimanendo in un clima divertente.
L' eccitazione di affrontare un tipo di lavoro nuovo, che va fuori dai soliti schemi e ci porterà nelle terre ignote che ci sono aldilà del mondo fumetto. Non senza un po' di presunzione.
Stefano Caselli: È un piccolo sogno che diventa realtà. Lavorare con colleghi, ma soprattutto amici che stimo. Abbiamo iniziato da poco e già siamo pieni pieni pieni di impegni che, purtroppo, non posso ancora svelare; ma fidatevi se vi dico che è roba forte!

Non c'è una sorta di "rivalità" visto che negli States lavorate per DC e Marvel?
FM: "Rivalità" tra di noi? Non vedo il perché: prima di essere "colleghi" siamo amici. Quello che stiamo costruendo nasce dalla voglia di passare del tempo insieme, di creare, di appassionarci. È nato tutto nella maniera più spontanea, durante lunghi viaggi passati insieme, davanti a infiniti aperitivi: a volte, confesso, sembra di essere tornati ai tempi della scuola... nel senso buono, si intende...
GC: Assolutamente no. Io ad esempio lavoro per entrambi senza problemi, anzi. Devo dire che in questi anni l'esperienza e la professionalità accumulate fanno sì che tenere i rapporti con le "Big Two" (ma anche con le altre realtà, non solo fumettistiche, che non siano Marvel e DC) sia molto meno complicato di quanto si pensi. Nonostante la concorrenza, i due colossi americani si stimano e si conoscono, e soprattutto rispettano pienamente i professionisti che collaborano con loro, a patto che il rapporto reciproco sia sempre trasparente e cristallino.
RB: Assolutamente no. Come già accennavo la base di Italian Job è l'amicizia e la reciproca stima. Condizione che esclude l'invidia e che poi è anche alla base dei rapporti tra il popolo della DC e quello della Marvel.
SC: No, assolutamente. La rivalità Marvel e DC è più una leggenda che altro. Sono le Big Two che hanno in mano il mercato e per questo si sfidano mensilmente a suon di "albi". Per loro avere disegnatori che si fanno "promozione" non è altro che un bene. All'interno di Italian Job ci sono due squadre che giocano per un obiettivo comune: creare.

Prossimi impegni fumettistici?
FM: diciamo che non ho tempi morti...
GC: Continuo a farmi il mazzo (ma anche a divertirmi come un pazzo, e senza mai rompermi il ca..) in parallelo su Daken: Dark Wolverine, la nuova serie dedicata al figlio degenere di Logan scritta da Marjorie Liu e Daniel Way, e sulla leggendaria Hellblazer, che si appresta sotto la guida illuminata di Peter Milligan a tagliare il traguardo delle 275 uscite mensili. Infine, sto finalmente ultimando il mio numero (dipinto) della miniserie Batman Europa, su testi di Brian Azzarello e Matteo Casali. Ah, dimenticavo, ogni tanto riesco anche a infilarci qualche copertina per Marvel, che è sempre una goduria: le ultime che ho realizzato sono per la miniserie X-Men: To serve and protect.
RB: Molti. Il primo è portare a termine “'i mi' bimbo” DMZ che ormai è all'ultimo anno di pubblicazione. Sto poi lavorando in contemporanea ad un libro per il mercato francese con il grande Bèc ed un episodio di Dylan Dog per lo speciale estivo Color Fest su testi di Paola Barbato.
Poi c'è"l'Italian Job"e altre cose in ballo. Diciamo che mi devo dare una mossa. Una bella mossa.
SC: Attualmente sono al lavoro su Amazing Spiderman, scritto dal prode Dan Slott. È MOLTO impegnativo, ma molto molto molto divertente! Per il futuro staremo a vedere.

Pizza preferita?
FM: Vorrei lanciare un assist al mio esimio collega romano rispondendo pizza&fichi... ma non posso che nutrire un affetto profondo per una particolare “pizza di gomma” che una persona speciale preparava per me... e che spero di non dover mangiare mai più (uso un canale pubblico per fini personali... scusate).
GC: Varie, mi piace cambiare spesso: prosciutto, prosciutto e salsiccia, calzone, speciale, salsiccia e zucchine, patatine fritte (provatela: è orgasmica), prosciutto crudo all'uscita... Ovviamente annaffiata da una bella birra ghiacciata (per citare l'immortale Tex Willer)!
RB: Qui è dura. Diciamo che (anche se ai più non suoneranno come pietanze dell'universo pizzeria-ma fidatevi lo sono) lo scontro al vertice è tra la focaccia ripiena cotto e mozzarella e il mitico panino con la cecina.
SC: Alla pizza ho sempre preferito spaghetti e mandolino, ma se proprio devo scegliere, direi fiori di zucca ed alici (da buon romano!).

Ringrazio per la disponibilità e la simpatia Riccardo Burchielli, Giuseppe Camuncoli, Stefano Caselli, Diego Malara e Francesco Mattina e faccio un in bocca al lupo per il loro progetto.

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