Secondo Voi - Dare di Grant Morrison

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Quando è un autore è al top della forma, raggiungendo una popolarità tale da essere ritenuto la stella di case editrici come Marvel Comics o Dc Comics, l'editoria mondiale tutta intraprende una lotta all'ultimo sangue per riuscire a proporre anche una misera briciola della produzione del campione d'incassi di turno.
Solitamente in Italia sono le più grandi come Panini, Planeta (un tempo anche Magic Press) ad avere l'onore di presentare al pubblico nostrano i capolavori ed i semplici lavori di gente come Alan Moore, Warren Ellis o Grant Morrison. Solo raramente piccole realtà editoriali sono state in grado di strappare il minimo indispensabile ed aggiungerlo al proprio catalogo con giusto vanto. Quindi la pubblicazione di Dare dello scozzese Grant Morrison da parte di ProGlo è una molteplice sorpresa, Possono gioire, quindi, quei fan che avevano rimosso mentalmente la possibilità di vedersi consegnata quest'opera in Italia, sia coloro che non la conoscevano affatto, ma anche chi, per lunghi periodi, ha frequentato i portali di diverse case editrici in attesa di un tale annuncio. Così, all'improvviso, è spuntata questa opera minore di un grande artista, nata dalle ceneri di un fumetto storico di fantascienza, intitolato Dan Dare, Pilot of the Future e creato da Frank Hampson per la casa editrice Eagle Comis nel lontano 1950.

Dare è un racconto breve, concentrato e che brilla grazie alla mancanza di dispersività. L'autore gioca con la fantascienza per narrare le gesta eroiche di un simbolo decaduto, sfruttato da una società marcia e pronto a lottare con il coltello tra i denti per senso di giustizia. L'esplorazione della propria coscienza viene messa in evidenza come l'arma più potente per dar senso ad un'esistenza nutrita da false glorie che svuotano l'anima.


L'opera viene introdotta da una scena "macchiata di sangue" ed accompagnata da una filastrocca: "non guardiam questi aerei folletti, non comperiam i lor frutti abietti; chi sa che suol nutrisca le affamate lor radici assetate?". Null'altro vien aggiunto all'immagine di un'astronave parcheggiata su una collina, di fronte al mare e dal cui interno sgorga una preoccupante vena di sangue. Dopo questa premessa si apre il racconto con la visione completa di del mondo di Dan Dare (il pilota del futuro). Ci troviamo in una metropoli futuristica, dove le moto volano in un ambiente caotico e poco salubre. Siamo in periodo di elezioni... ed una certa Gloria Monday sta imponendo sulla società il suo potere, anche con mezzi poco leciti e democratici. E' un funerale il primo step determinante che il protagonista, l'ex colonnello Dan Dare, deve affrontare. Una sua amica si è tolta la vita in circostanze misteriose e, come spesso capita in queste occasioni, si inizia a sollevare un vento di sospetti e complotti. E' proprio in questa occasione che Dare si ritrova faccia a faccia con l'ambiziosa G. Monday, che gli propone di diventare il simbolo unificatore di una campagna patriottica conto il Partito dell'Unità. Dare era un personaggio popolare e amato, un eroe di guerra ora in pensione. L'occasione si dimostra ghiotta per tornare sulle scene e spezzare una monotonia quotidiana snervante. L'uomo finisce nelle mani di esperti acconciatori. Morrison ci tiene a ridicolizzarlo per mostrare la superficialità della rinascita di un uomo, trasformato in strumento ed oggetto, un'esca per attirare consensi.

L'eroe glorioso in pasto ai mass-media come fosse un buffo pupazzo. Ogni gloria si consuma e la critica spietata alla società odierna (ai sistemi, alla politica) è un passaggio imprescindibile che va a svilupparsi fino all'ultima tavola del volume. L'autore non sceglie un'icona qualsiasi, sceglie un Colonnello celebre, ma che vive trascinandosi nell'anima grossi peccati. Dare è un essere dai due volti: il militare obbediente e l'uomo umile e maturo pieno di valori. In passato questi due aspetti sono entrati fortemente in contrasto e, purtroppo, non è sempre stato il suo lato valoroso a prender le decisioni. La gente comune lo considera una sorta di Capitan America, di Leggenda vivente. Lui sa di aver contribuito ad una strage di alieni in rivolta e di aver partecipato all'assassino (imposto) di donne e bambini: un peso sulla coscienza che solo un grande gesto, un grande sacrificio potrà cancellare. Le mani sporche di sangue e la voglia di rinascita lo portano alla ricerca di una verità scomoda, che coinvolge elementi pericolosi e potenti, terrestri e alieni. Entrare nella trama e svelarne i particolari più eccitanti è un grosso peccato, poiché tutto viene alla luce rapidamente ed ogni tassello conduce ai "fuochi d'artificio" che illuminano gli occhi del lettore nel grande finale. Abbiamo di fronte un Grant Morrison insolito, molto pulito e semplice nel suo narrare, ma sempre geniale nell'orchestrare gli eventi per concretizzare la sua rivoluzione filosofica.

Prendetela come una forzatura, ma Dare è una sintesi estrema del V for Vendetta di Alan Moore. Il livello narrativo è ben lontano da quello presente nell'opera del "sommo collega", ma le due opere sono collegate da un messaggio di giustizia privata, riscossa e sacrificio. I toni sono completamente, molto più solari quelli di Dare ed è palese che per complessità ed intensità il fumetto vendicativo di Moore non può essere paragonato a nessun altro fumetto in circolazione. Il paragone è azzardato, però non stona del tutto.


Rian Hughes

non è riuscito ad "esplodere" nel panorama fumettistico internazionale. Un gran peccato: è un professionista talentuoso, con un tratto che prende spunto dallo stile classico ed eterno del Re Jack Kirby. Le tavole di Hughes sono allegre, anche quelle dove la sceneggiatura richiede drammaticità. Non è monotono e costruisce bene l'ambiente futuristico, con la giusta dinamicità e un tocco di realismo essenziale. Assomiglia tanto al celebre Mike Allred, ma non dimostra la stessa personalità. Difficilmente dimenticherete l'entrata in scena del "capo degli alieni", con espressione di supremazia, mentre galleggia sulla sua "gondola volante".


PRESENTAZIONE UFFICIALE

: l mondo di Dan Dare, l'intrepido pilota stellare, non esiste più. La Flotta Spaziale per cui lavora è stata privatizzata, la geniale Professoressa Peabody che lo aiutava nelle missioni si è suicidata e persino il suo mentore Sir Hubert non sembra più molto affidabile. Grant Morrison e Rian Hughes applicano il revisionismo supereroistico a un'icona della fantascienza britannica come il personaggio creato da Frank Hampson. E danno vita a un capolavoro finalmente pubblicato in Italia, impreziosito da una cover inedita e dal design esclusivo realizzato da Rian Hughes per questa edizione. Grant Morrison è la rockstar del fumetto. Eccessivo, controverso, geniale. Dagli X-Men alla Justice League a Batman non c'è personaggio del fumetto supereroistico statunitense che lo scrittore scozzese non abbia saputo rivoluzionare. La serie creator owned The Invisibles è il manifesto del suo pensiero, fra complottismo, deliri lisergici, magia e fisica quantistica. La DC Comics è proprietaria del suo alter ego a fumetti. Rian Hughes Illustratore, graphic designer, disegnatore di fumetti. Tutto questo e altro ancora è il britannico Rian Hughes, vero uomo del Rinascimento. Dare spicca fra tutta la sua produzione fumettistica.


Dare di Grant Morrison e Rian Hughes - Brossurato 17x24 cm – 80 pagine a colori – 14 euro.

Grant Morrison, dalla presentazione rilasciata dagli organizzatori di Lucca Comics, prima della smentita della sua partecipazione all'evento (gran peccato): “Sceneggiatore polivalente, creativo, geniale, caratterizza il suo stile con una continua sperimentazione e rielaborazione del media Fumetto. Vanta una carriera trentennale nell’universo dei Supereroi e non. Partendo dalle pagine di 2000 AD, è sbarcato dopo poco alla DC Comics legandosi al noto marchio americano e regalando capolavori e riarrangiamenti unici di icone storiche della casa editrice tra cui Batman, Hellblazer, laJLA, The Swamp Thing e Flash. È poi la volta di un’opera di alto livello come The Invisibles, pubblicato da Vertigo. A seguito del divorzio dalla DC, passa alla Marvel Comics (per cui aveva scritto nel 1994 Skrull Kill Krew insieme aMark Millar, miniserie che rientrava nel progetto Marvel Edge) e dà il suo contributo più conosciuto scrivendo un controverso e cupo ciclo per la serie New X-Men. Nel 2005 torna, per due anni alla DC Comics, per cui scrive Sette soldati della vittoria. Nel 2008 esce Final Crisis, disegnata da J. G. Jones, che reimposta le fondamenta dell’universo DC. Negli ultimi due anni sceneggia Batman and Robin, The Return of Bruce Wayne, Joe the Barbarian, Slaves of Mickey Eye.”.

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