Fumetti - aste a prezzi incredibili. Un bene o un male?

batman

Qualche giorno fa chiacchierando con una colorista professionista è uscito fuori un discorso molto simpatico, legato a quei lettori meno giovani, che svolgono professioni seriose - commercialisti o avvocati - che non hanno alcun timore di dichiarare al mondo la loro passione fumettistica, mettendo in mostra (addirittura all'interno dei loro uffici) la loro collezione di tavole o pezzi rari.

Così si spiega come mai, sempre meno raramente, vengono venduti fumetti storici o tavole all'asta a prezzi esorbitanti. Tra i collezionisti più grandi si nasconde gente facoltosa e che è rimasta legata al mondo del fumetto nonostante scelte di vita che lasciano poco spazio all'evasione tramite letture spensierate, giovani e di puro intrattenimento. Girando per il web si può notare l'invidiata follia di qualcuno che ha deciso di investire sui fumetti cifre pazzesche, da metter i brividi a chi mensilmente si sforza nel poter riuscire a seguire le due o tre serie preferite.

Un caso su tutti è la vendita per 33.460 dollari della prima pagina di Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons  (messa all'asta  su  Heritage Auction Galleries). Siamo tutti consapevoli che l'oggetto in questione è un pezzo originale di un capolavoro unico e che ha fatto la storia, ma si può considerare positivo questo andamento al rialzo? Molti storceranno il naso, ma pensandoci bene è un giusto premio per la nona arte, che finalmente sta acquisendo la giusta considerazione all'interno di un circuito di pochi intenditori facoltosi. Quindi non dovrebbe più sorprendere il fatto che il 17 novembre il numero 27 di Detective Comics è stato venduto all'asta alla somma fantascientifica di circa 500.000 dollari, mentre in un'asta di Banque Dessinée sono stati spesi 455.000 euro per un bel mucchio di tra cui varie “litografie 70×100 di Tintin, datate 1981”.

Info sulle aste da AfNews e HofM

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