Aku no Hana - Una serie di animazione interessante

Indubbiamente quando una serie di animazione colpisce, significa che funziona: questo è il caso di Aku no Hana, serie in cui si respira perennemente un'atmosfera di attesa angosciante.

Ormai la serie di animazione è iniziata da settimane, e non abbiamo avuto ahimè fino ad ora occasione di parlarne.

Per prima cosa un brevissimo riassunto della storia: Takao Kasuga è uno studente delle scuole superiori. E' passivo, ha degli amici un po' outsider come lui, non è particolarmente brillante a scuola, ma ama moltissimo la poesia di Beaudelaire "The Flowers of Evil” I Fiori del Male. Ha una cotta per Nanako Saeki, la ragazza più carina della classe, nonchè una delle più brave. Nella loro classe c'è anche una fanciulla molto inquietante, di nome Nakamura. Proprio questa sorprenderà Takao a fare qualcosa che non avrebbe mai dovuto e lo terrà in "scacco" per lungo tempo.

La prima cosa che immancabilmente colpisce è la grafica: un'animazione "brutta" nel vero senso della parola. Ci viene mostrato il Giappone "brutto", le insegne scrostate, il realismo delle transenne arrugginite, la decadenza degli edifici: non è tutto brillante, perfetto e pulito come le apparenze nipponiche solitamente tendono a mostrare. Vediamo la parte decadente, tutto ciò che non è luminoso e perfetto.

Il clima di ansia e tensione che viene trasmesso molto bene durante la serie persiste senza sosta: si è sempre sul chi va là, come se qualcosa di drammatico o tragico stia sempre per succedere. L'intercalare della lettura delle poesie del grande poeta francese crea altri momenti oscuri, di suspense: è l'attesa che logora, più che i fatti nel loro divenire. La figura di Nakamura fa paura non per l'aspetto, ma per l'aura "oscura" che sa creare intorno a se stessa, per lo sguardo torvo, per i modi sboccati.

Proprio perchè si discosta grandemente dalla "classica" animazione, l'interesse nei suoi confronti è grande: intendiamoci, è spaventevole, inquietante, in un certo qual modo "stancate" per chi guarda, tuttavia è a parer mio un'opera notevole. Da seguire.

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