Intervista a Marco Rizzo - vi presento Primo, un supereroe tutto italiano

primo

Comicsblog ha avuto l'onore di fare una bella chiacchierata con Marco Rizzo, autore del volume Primo, edito da Edizioni Bd, disegnato da Lelio Bonaccorso e disponibile nelle migliori librerie al prezzo di € 9,00.

Chi è Primo? A rispondere a questa domanda ci penserà lo stesso Rizzo, uno sceneggiatore – che si sta facendo strada anche nella veste di giornalista e traduttore - completo e capace di raccontare storie sempre diverse ed originali. Tra le sue opere ricordiamo: Ilaria Alpi - il prezzo della verità, Peppino Impastato - Un giullare contro la mafia, Mauro Rostagno - prove tecniche per un mondo migliore, Gli ultimi giorni di Marco Pantani. Per altre informazioni date uno sguardo al suo blog ufficiale War Bullettin.

1) Il tuo fumetto ha un nome singolare ed immediato: Primo. Cosa c'è all'origine di tale scelta?

È un nome proprio. E poi altre due motivazioni: è un’autocitazione di una serie autoprodotta realizzata anni fa per Alien Press (il protagonista si chiamava così) e può lasciare intendere che il nostro sia il “primo” dei superesseri italiani.
 
2) Quanto tempo è stato necessario per portare a termine le varie fasi di lavorazione del progetto?

Come si capisce da quanto scritto in passato sul mio blog, il progetto ha avuto una fase di preparazione molto lunga. È stato annunciato nel 2008 su un albetto promozionale allegato al catalogo Anteprima insieme ad altri progetti targati BD, con un altro disegnatore. E ancora prima (non saprei quantificare) della stesura del soggetto che ha portato all’approvazione mi ronzavano per la testa parecchie idee. Alcune sono state scartate, altre si sono evolute, e più o meno proprio nel 2008 si è arrivati al soggetto definitivo. Lelio è subentrato a fine 2009, con sceneggiatura quasi ultimata. Ma mi ero riservato di scrivere le ultime pagine il più tardi possibile, visto che contenevano un legame con l’attualità. Le ho scritte nell’agosto 2010, quando pensavamo che il libro uscisse a Lucca. Nessun problema: quell’epilogo è ancora piuttosto amaramente attuale.


3) Sei stato ispirato da una idea, un film, un fumetto in particolare per delineare l'ambientazione, il soggetto e la caratterizzazione dei personaggi?

Lo spunto è semplice: durante la Seconda Guerra Mondiale, tutte le nazioni coinvolte nel conflitto hanno messo in campo un supereroe, compresa l’Italia. Lo spunto è quindi Capitan America, portato all’ennesima potenza e oltre i confini degli USA. Per il resto, l’ispirazione è stata la Storia con la S maiuscola, specie del nostro paese... e le tonnellate di fumetti di supereroi che ho letto in vita mia. Agitare, mescolare ed eccoti servito!
 
4) Ultimamente ti abbiamo visto ricoprire vari ruoli nell'editoria fumettistica italiana. Quale è il ruolo più attinente alle tue doti?

Ah, boh! Dovresti chiederlo ai miei capi! Credo di sapermela cavare sia come editor/traduttore che come sceneggiatore più che altro perché riesco a ritagliarmi il tempo per fare tutto questo... per il resto, davvero, meglio chiedere ai miei boss o - ancora più giusto - ai lettori!


5) Primo avrà un seguito o un progetto collegato?

Frase di rito: vediamo come va questo volume. Davvero, è un progetto particolare, per niente facile visto che si porta appresso una serie di pregiudizi sul genere “supereroi italiani”, inoltre c’è l’inganno di un’ambientazione che è ancora per certi versi un tabù se si va oltre la sacralità dei fatti storici (parlo del ventennio e degli anni di piombo).
 
6) È possibile pensare ad un universo fumettistico (come quello Marvel per intenderci) tutto italiano? Qualcuno può ambire a realizzare un piano ad ampio respiro, garantendo qualità e continuità?

Pensarlo è possibile, realizzarlo a quelle condizioni che dici comporta costi, capacità e voglia di rischiare che forse attualmente non esistono sul mercato. C’è da dire che il “supereroe” in senso stretto è figlio di una certa cultura, di una certa epoca e di una certa società. Proporre un Superman in Italia è impensabile (e oggi come oggi, anche in America non possono nascere le storie proposte nel ’38), con Primo abbiamo cercato di mediare sulla figura di un antieroe con innesti di grottesco e attualità.

7) I tuoi pensieri sono già rivolti al tuo prossimo graphic novel?
 
Sì, ho cominciato la sceneggiatura in questi giorni. Uscirà per Beccogiallo, sarà sempre disegnata da Lelio, ed è in buona sostanza la storia della celebre fotografia di Che Guevara scattata da Alberto Korda. Salvo imprevisti arriverà sugli scaffali in tempo per Lucca.

8) A chi si rivolge Primo?

Quando scrivo non penso a un target... posso sperare che piaccia e interessi ai lettori di supereroi più curiosi e a chi ha letto i nostri volumi come Peppino Impastato - un giullare contro la mafia e Gli ultimi giorni di Marco Pantani. I nostri lettori più affezionati credo riconosceranno un certo “mood”.

9) Nello scrivere la sceneggiatura oggi, hai riscontrato un grande limite professionale, errori grossolani ed evitabili legati ai tuoi primi fumetti?

Be’ certamente. Grossolani perché dettati dall’inesperienza, forse, evitabili un po’ meno proprio perché mentre ci si forma si continua a imparare. E io non ho per niente smesso di imparare. Sono stato fortunato a trovare gli spazi (a costo di crearmeli) per pubblicare sceneggiature cominciando con le storie brevi, ottime palestre di ritmo e sintesi. Il resto, spetta dirlo ai lettori.
 
10) Quanto ti senti maturato e come è cambiato il tuo stile narrativo?

Anche lì, non saprei... almeno, non saprei dirlo io. Quando da giovane emergente passerò (chissà) ad emerito stronzo - consueto passaggio professionale percettivo nel campo della creatività in Italia - magari qualcuno ci rifletterà sopra. Credo che le fonti, per così dire, delle mie ispirazioni restano le stesse... Leggo montagne di fumetti anche per lavoro, guardo due-tre film alla settimana, e cerco di leggere più libri possibile. Se lo stile è cambiato si deve a impulsi e ispirazioni nuove.


11) Il tuo sogno segreto professionale?

Non è tanto segreto! Vorrei tanto scrivere per i supereroi con cui sono cresciuto, che siano Marvel e DC. Un sogno un po’ più inedito, e chissà che non si realizzi, è poter scrivere una lunga saga a fumetti sulla “storia segreta” della mia terra, la Sicilia, dal dopoguerra ad oggi. Non in stile Enzo Biagi, più modello Romanzo Criminale. Gli spunti sono tanti, e il risultato potrebbe essere interessante. Per me, almeno.
 
12) Suggerisci due nomi di sceneggiatori moderni che ti affascinano (uno straniero ed uno italiano).

Le sceneggiature di Jason Aaron sono PERFETTE, sia che lavori per la Vertigo o per la Marvel. I suoi flashback si incastonano alla perfezione, riesce a rendere interessanti anche gli spunti più banali, mostra rispetto per i personaggi su cui lavora e caratterizza benissimo quelli che inventa. Non me ne vogliano gli altri colleghi... intanto non rispondo Roberto Recchioni perché sarei banale (però Roberto ormai è al pieno della maturità) ma in Italia con Interni Ausonia ha impostato un nuovo standard qualitativo. Senza contare che è un disegnatore davvero straordinario.

Presentazione ufficiale di PRIMO: di Marco Rizzo, Lelio Bonaccorso - 88 pagine, b/n, bross., euro 9 - Edizioni BD. All'interno: Roma, 1938. Gli uomini dell’EPRA lavorano solerti affinché l’italica gioventù possa abbeverarsi dei sacri ideali littori. In realtà, il loro ufficio ha una funzione ancora più importante: è una facciata dietro a cui si cela un laboratorio segreto. Sta prendendo forma un progetto che ha la benedizione del Duce in persona. Il valoroso Primo Cossi si sottopone a un esperimento destinato a trasformarlo nel perfetto esemplare di supersoldato fascista. Ma qualcosa va storto. Primo si risveglia nel 1969, in tempo per diventare protagonista occulto di una delle stagioni più nere della storia italiana. Un’ombra che si allunga fino ai giorni nostri.

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